E se fosse tutto vero?

E se fosse tutto vero?

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Lo scorso week end si è svolto a Londra, presso la Copper box arena, la seconda edizione del Battle of London: null’altro che l’upgrade del London Throwdown svoltosi lo scorso anno alla Brunel University.
Stefano Italiano, Mattia Balella, Roberto Cavallone, Giacomo Falconi e Bernard Luzi accompagnati da Matteo Fuzzi erano li, ognuno a rappresentare il proprio box e tutti per portare la bandiera del training program R2F – Road to the Fittest.

Durante tre giorni di permanenza non ho potuto far altro che notare e pensare ad alcuni particolari molto rilevanti per chi decide di praticare questo sport con fatica e dedizione, cercando di essere all’altezza di tutti coloro i quali da un anno a questa parte, hanno alzato l’asticella del livello delle competizioni internazionali.

E se fosse tutto vero?

Questa è la domanda che mi rimbalza nella testa dal giorno del mio arrivo a Londra.

Tutti i presenti (circa 300 atleti), qualche mese fa, hanno superato le qualificazioni sommando gli score di 3 qualifier wods.

Vi state chiedendo se tutti gli atleti delle singole categorie (individual men, women e master) meritassero di essere li?
Non ero certo li per giudicare i presenti o per scoprire chi avesse falsificato o meno le qualificazioni.
Ma è doveroso guardare la realtà dei fatti: da una parte gli organizzatori ai quali la presenza di un numero così cospicuo di atleti non può far altro che comodo, per far fronte alle spese e ricavare dei guadagni (meritati).
Dall’altra gli atleti che, pur non essendo all’altezza dei primi 30 (o quasi), avrebbero avuto la possibilità di confrontarsi con loro solo in un sogno.

Come dicevo, 30 di quelle persone, sono le stesse che da un paio di anni figurano tra le classifiche delle più dure competizioni europee. Prima tra tutte i Regional e a seguire il Nordic Showdown, il French Throwdonw, l’Italian Throwdown etc…
Le stesse 30 persone di cui parlo sono le stesse che tutti i giorni, tutti i santissimi giorni vengono accusate di ”doping”, supporto farmacologico, fortuna, dotazione genetica, incastro astrale etc..
e naturalmente, tra tutte le argomentazioni, quella del doping è la più gettonata.
Ma io oggi, sono qui per instillare nella vostra testa, la stessa domanda che mi perseguita da giorni: E se fosse tutto vero?

Se smettessimo di pesare che gli atleti vincano solo grazie al doping, solo grazie alla fortuna, solo grazie agli amuleti della nonna etc.. e cominciassimo non solo a pensare, ma anche a credere che quelle persone siano forti sul serio?
Non solo perchè spostano carichi più pesanti dei vostri e lo fanno più velocemente di voi, ma forti perchè ogni sacrosanto giorno, nella loro palestra, nel loro box, nel loro garage o in cantina si allenano.
Period.
Si allenano: Programmando, casualizzando, insistendo, bestemmiando e maledicendosi tutte le volte per avere scelto questo sport che non ha nulla da regalare, non soldi, non fama, non successo ma solo gloria. Quel poco di gloria che basta per tornare a mettersi la magnesite tra le mani spaccate e doloranti.
Guardandomi intorno, ho visto uomini e donne concentrati, forse emozionati ma prima di tutto: preparati.
Capaci di staccare il 30esimo di 72 ripetizioni nel wod di semifinale.
72 ripetizioni, per chi non lo sapesse, sono un altro wod, un altro sport, un pianeta differente su cui vivere.
Ciò nonostante, non ho mai visto mancare il rispetto e il divertimento.
Neanche per un secondo, ho visto mancare sorrisi sulle facce dure e aggrottate spremute nella concentrazione.
Neanche per un istante ho pensato al doping.
Neanche per un momento ho pensato a favoritismi arbitrali.
Per tutta la mia permanenza ho pensato che in quell’arena ci fossero atleti forti.
Alcuni di più e alcuni di meno.
E se fosse tutto vero?
Ho pensato che tutti meritassero per un solo momento, la gloria di cui sopra.
Il primo, il 30esimo e il 150esimo.
E se fosse tutto vero?
Per chi non conoscesse il CrossFit, questo è un biglietto per assistere alla prossima competizione.
A chi lo conosce, invece, voglio chiedere di sospendere il giudizio e smettere di trattare temi che non sanno argomentare.
Perchè prima di parlare, bisogna stare nell’area warm up, ma non a scattare foto in bianco e nero.
Prima di parlare bisogna diventare veterani (e questo non vuol dire vincere).
Prima di parlare bisogna pensare..e se fosse tutto vero?

Stefano Italiano